Messaggi del sindaco – CAVA E’…CULTURA: AUTUNNO CAVESE XVIII

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CAVA E’…CULTURA
AUTUNNO CAVESE XVIII
Rassegna Teatrale 2018/19 presenta

LA SETTIMA ARTE
il senso della vita fra cinema e teatro

Domenica, 20 Gennaio 2019 ore 19.30, lunedì 21 ore 19.00 (replica)
Auditorium F. De Filippis – I.I.S. Vanvitelli – Della Corte
v.le prol. Marconi 1, Cava de’ Tirreni (SA)

Interpreti: Gabriele V.Casale, Gerardo Senatore, Manuela Pannullo, Lella Zarrella, Antonietta Calvanese, Mario Fusco. Video di scena a cura di Giovanni Noviello. Ideazione, testo e regia di Renata Fusco

Lo spettacolo nasce da un laboratorio di ricerca. Il testo traccia una linea ideale che si muove fra cinema e teatro. Prende dal cinema la materia concettuale intorno alla quale si muove, ma la sviluppa nello stile teatrale. Un modo di interagire fra i due generi creando una rete di rapporti affascinante e coinvolgente.
Una tradizione, ormai condivisa, attribuisce al Cinema la definizione di Settima Arte. E’ quanto viene dichiarato nel 1921, nel manifesto del critico cinematografico Canudo. Una Settima Arte che “racchiude e concilia le altre, officina delle immagini in movimento, scrittura di luce, sintesi dello spazio e del tempo”. Capace quindi di coniugare in un discorso unico la tangibilità della pittura e l’astrattezza della musica con la facoltà teatrale di rappresentare la vita attraverso una finzione di vita.
Il cinema si rivelò subito lo strumento ideale, non solo per raccontare il mondo dei sogni, delle emozioni e dell’istinto. Il buio che precede l’inizio del film equivale alla chiusura degli occhi prima di sognare, come a teatro un sipario che si apre alla scena. L’Arte dell’immagine cerca, fin dai primi momenti di vita, di superare il visibile. Questa capacità si evolve con l’uso – da Meliers in poi – degli effetti speciali, l’avvento dei grandi registi e il progresso tecnologico. “L’immagine cinematografica deve mostrare l’incredibile, cioè quello che non si vede” dice Godard. E il grande Bunuel: “il Cinema è una incursione nella notte dell’inconscio” fra immagini che compaiono e scompaiono, dissolvenze e sovrapposizioni, in una dilatazione e contrazione del tempo. Un cammino di trasformazione, dal muto al sonoro, dal bianco e nero al colore, dal pianoforte che sosteneva le immagini vacillanti ai grandi commenti musicali, dalle complicate impalcature tecniche ai miracoli del computer, dalla fatica artigianale di due persone al lavoro di una squadra specializzata, dalle figure tremolanti ai 21 fotogrammi al secondo, fino alla finzione ottica della terza dimensione. E il sogno continua…

Fonte

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