Cavese – AMARCORD IN BIANCOBLU: CAVESE-PAGANESE

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AMARCORD IN BIANCOBLU: CAVESE-PAGANESE

Nelle gerarchie delle maggiori rivalità che coinvolgono la storia calcistica della Cavese quella nei confronti della Paganese occupa un posto di primo piano. Anche perché un tempo la tifoseria paganese era gemellata con quella salernitana. Del resto, gli aquilotti hanno affrontato gli azzurri paganesi in campionato in 30 occasioni ed in differenti categorie.
L’ultima vittoria degli aquilotti nei confronti della Paganese risale comunque alla stagione di Serie C1 del 2008/2009, nell’ultimo confronto in pratica giocato al Simonetta Lamberti. La Cavese guidata dal pescarese Andrea Camplone, a cui sfuggì il traguardo dei play-off proprio sul filo di lana, ottenne tra le mura amiche un successo di misura, garantito da un’incursione sottomisura di Schetter, che beffò l’esperto Pantanelli, dopo la solita sfuriata sulla corsia di sinistra di Aquino. Un successo in qualche modo contestato dal tecnico degli ospiti Ezio Capuano, in quanto alla Paganese venne annullato un gol di Imparato, apparso però in chiara posizione irregolare. Schetter non era nuovo a quel tipo prodezze. Arrivò alla Cavese dalla Viribus Unitis nell’estate del 2003 e rimase lungamente nella valle metelliana, diventando un punto di riferimento per la squadra che poi divenne di Sasà Campilongo. Anche se nel 2007/2008, dopo una brillante stagione con gli aquilotti, aveva speso un campionato di buon livello nelle file del Messina in Serie B. Schetter è arrivato, comunque, a totalizzare in carriera oltre 100 presenze con la maglia della Cavese.
La prima vittoria casalinga contro la Paganese la Cavese la ottenne nel Campionato di Promozione del 1951/52. Gli aquilotti decolorino gli ospiti con un eloquente 5-1, grazie ai gol di Santoni, Gullo, doppietta del bomber Villicich e gol ancora di Antonio Nonis. Per la Paganese il punto della bandiera portava la firma di Capone.
Uno dei pareggi più entusiasmanti fu invece quello della stagione del 1980/81, con la Cavese di Rino Santin proiettata verso la Serie B, ma frenata in casa propria da un’arcigna Paganese, andata in vantaggio dopo pochi minuti con Alivernini. Gli aquilotti ribaltarono il punteggio con i gol di Canzanese all’11’ e di Turini al 75’, prima dell’inopinato pareggio un minuto più tardi di Condemi. Per l’occasione il fischietto era quello famoso di Sguizzato di Verona. 1-1, invece, finì il match per il Campionato di Serie C2, con vantaggio della Cavese con il giovane Attolini e pareggio allo scadere del primo tempo di Tarallo.
Tra le sconfitte aquilotte più dolorose quella della stagione di Serie D del 1975/76, quella che per intenderci portò la Paganese in Serie C. La Paganese del maestro Lamberto Leonardi passò in vantaggio dopo un solo minuto con Grimaldi (che poi sarebbe passato alla Cavese nella stagione successiva) e a nulla valse il pareggio al 24’ firmato da Antonio Scarano, in quanto uno scatenato Angelo Mammì (quello del gol alla Juve con la maglia del Catanzaro) nella ripresa firmò una doppietta, seguito ancora da un gol di Grimaldi. Una Paganese che mortificò la giornata degli estremi difensori D’Alessandro (che poi passò al Foggia) e del suo subentrato Flauto. L’enorme massa di tifosi azzurro stellati al seguito fece in modo in un riscatto d’orgoglio del tifo organizzato metelliano, che sarebbe ripartito proprio in quel periodo. Altrettanto amara risultò la sconfitta della prima giornata nel Campionato di Eccellenza del 1991/92. La Cavese perse 2-1, colpita da una doppietta di Peppe Orlando (che successivamente avrebbe assoldato) a cui rispose soltanto Matteo Di Santi, uno dei pochi che era rimasto a Cava dopo il fallimento della società metelliana. Così come non accettata dai tifosi la sconfitta casalinga patita nel 2007/2008 per 1-2 nell’ultima giornata, che consentì a sua volta alla Paganese di salvarsi sul campo.
In Serie C, invece, la Cavese ottenne la prima vittoria ai danni della Paganese il 2 aprile del 1978. Gli aquilotti di Corrado Viciani superarono di misura la formazione paganese con un gol di Cassarino che giunse al 59’. Gli aquilotti si schierarono con: Cafaro, Gregorio, De Biase, Belotti, Verdiani (dal 39’ Papa), Rufo, Cassarino Carrozzo, Moscon, Braca e Burla.Successo che il maestro Viciani bissò nel campionato successivo, grazie ad una malaugurata autorete di Tarallo, che beffò il proprio portiere Roberto Sorrentino, poi accasatosi successivamente al Catania, e padre di Stefano Sorrentino, estremo difensore di Palermo e Chievo, e che era nato a Cava de’ Tirreni.

Vincenzo Paliotto

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